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Illustrazione di copertina, Giuliano Milana

Frammenti del disincanto

In Frammenti del disincanto, (Edizioni Ensemble, Roma, 2021)  Alessandro Cianca cattura istanti di vita  indagati con una lente lucida, razionale.

Nei Frammenti, sottolinea l’autore durante la presentazione del libro, “spesso l’interlocutore è l’altro che ascolta, ma è anche l’altro riflesso di me stesso, l’altro cui vorrei indicare un cambiamento. Siamo noi stessi, disinteressati, troppo presi dall’immediatezza”.
Allora, ecco che nei versi l’esperienza silenziosa della montagna rappresenta uno spazio sacro di ricerca della propria identità, nell’ascesa.

Cianca  scava, scalfisce per ritrovare il senso e restituire il giusto peso alle parole inquinate ed abusate: empatia, resilienza, libertà, pace.
Sbugiarda la “burocrazia digitale confusa per progresso” che concede solo “svaghi prigionieri”.
Ribadisce, nel frammento dedicato ad Antonio Gramsci: l’offesa delle idee, il conformismo, l’indifferenza, l’assenza di orizzonti bisognerebbe urlarli ogni giorno.
E la desolata constatazione che l’esistenza, oggi, è già una forma di Resistenza, quella conviviale, del quotidiano.
Richiama alla sobrietà per difendere la Terra-Casa e invita ad inventare una “pedagogia della fiducia”, recuperando  – si potrebbe dire –  il senso del tempo, riappropriandoci della lentezza, per continuare – tutti – ad imparare ad apprendere.
Le riflessioni in prosa poetica di Alessandro Cianca si valorizzano, stemperandone a tratti la retorica, proprio nei momenti della condivisione, un’opportunità per riscoprire insieme il  valore autentico della parola e approdare ad intenti che spingano alla concretezza dell’azione, per un cambiamento possibile e auspicabile.
Claudia Piccinelli

Alessandro Cianca e Ida De Michelis, docente Università Europea
Serata di presentazione del libro, organizzata dall’associazione Genazzano in Comune
2 aprile 2022, Sala Multimediale, Castello Colonna