Bruna Chittò, da Chiari a Milano: balia, donna di casa, operaia

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Donne, lavoro, emigrazione

Il racconto di Bruna Chittò, classe 1942. Tempi duri " Dovevi mandar giù amaro e sputar dolce".

11 anni e già al lavoro

Abitavo a Chiari, in via Carmagnola. Andavo con due ambulanti al mercato delle fiere a Soncino, Orzinuovi. Fuori casa tutto il giorno. Facevo la balietta, tenevo il loro bambino. Ero piccola, ma si fidavano. Poi ho cominciato da Rovetta, una famiglia con panificio e pasticceria. Mi davano la colazione, il pranzo, la merenda. Per quello, andava bene. Lavavo tutto a mano  e lo trasportavo  con la carriola fino alla castrina, vicino alla stazione. Ai lavatoi sciacquavo sotto la tettoia nell’acqua corrente. Avevo paura, tante volte prendevo la scossa. Tornavo sempre a casa con il grembiule bagnato. Alla domenica capitava di fermarsi fino alle tre, e poi di corsa al catechismo, perché era obbligatorio.

 

                                                             Bruna Chittò  con il marito

Mondine bresciane in risaia

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Donne, lavoro, emigrazione

Dagli anni ’40 fino a metà degli anni ’60, molte donne della bassa pianura bresciana lasciano le loro famiglie per il lavoro stagionale della mondina nelle risaie, immense distese di campi allagati nelle zone del pavese, vercellese, novarese dove si coltiva il riso.

Pendolari e donne di servizio

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Donne, lavoro, emigrazione

Questa cosa fuori del comune che andava e veniva come una pendola a ritmo ondulatorio, tramonto e alba, Milano di qua e Brescia di là, era nel 1946 una fila di fragorosi carri bestiame. …dentro, al posto di mucche e vitelli c’era l’ultima generazione degli antichi Longobardi. (da Maria Corti, Cantare nel buio, Bompiani,1991)

Balie e balie asciutte

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Donne, lavoro, emigrazione

Anche il lavoro della balia metteva in condizione le donne di lasciare la loro vita familiare per andare presso famiglie benestanti ad allattare i loro figli. Invece, la balia asciutta ospitava ed accudiva figli di altri nella propria casa. Le prime donne che sono emigrate all’estero, soprattutto dal sud Italia, per vendere il loro latte, sono state le balie. Le balie potevano guadagnare anche il triplo di un operaio. Ma tante offrivano il loro latte senza essere pagate.

Terre di confine. La testimonianza di chi si è trovata nella condizione di partire

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Donne, lavoro, emigrazione

Gemma ha vinto lo sradicamento.  Nella comunità clarense che l’ha accolta ha ritrovato non la sua terra, ma un uguale sentire nel quale si è potuta riconoscere. Non senza fatica.  La Grande Storia, ancora una volta,  diventa vera quando riesce a vivere nelle  vicende umane e nei destini anche di sofferenza che altri hanno scelto per noi.

L'Africa di Giovanna Belotti. Da Chiari in Nigeria e ritorno

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Donne, lavoro, emigrazione

Giovanna, classe 1941, racconta la sua Africa.

 Sono partita per la Nigeria nel ’71. Era appena finita la guerra civile col Biafra. Mio marito Claudio voleva  andarci per lavoro e io non mi sono tirata indietro. A Lagos State  sono arrivata in aereo. Che impressione  il terminal,  un capannone lungo, di lamiere. Sembrava essere in una giungla  di asfalto. Dopo diciotto mesi era già ampliato, raddoppiato e si cominciava a sfruttare il petrolio. La casa ce l’hanno assegnata i datori di lavoro