Performance teatrale UOMINI IGNUDI (testi di Claudia Piccinelli) Teatro civile per attualizzare le Shoah

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Guerra Shoah Resistenza

 Il  Teatro civile rappresenta un valido approccio per affrontare la storia collettiva. In particolare, nell’ambito del Giorno della memoria  la performance Uomini ignudi  porta all’attenzione  gli stermini dimenticati di omosessuali, rom e sinti, disabili. Presenta una ricostruzione rigorosa dei fatti mediante un testo teatrale corale,  costruito con fedeltà assoluta ai documenti, ordinanze, circolari ministeriali, testimonianze ai processi.Indaga  il rapporto vittima-carnefice, la criminalizzazione della vittima, il conformismo alla base dei genocidi.La fruizione della performance favorisce il coinvolgimento emotivo del pubblico e un atteggiamento empatico nei confronti delle tematiche affrontate.

 

 

Offre al pubblico opportunità per attualizzare il tema della violazione, rispetto, tutela dei diritti umani fondamentali e riflettere sui pregiudizi relativi alle diversitàcostruito con fedeltà assoluta ai documenti, ordinanze, circolari ministeriali, testimonianze ai processi. Indaga  il rapporto vittima-carnefice, la criminalizzazione della vittima, il conformismo alla base dei genocidi. La fruizione della performance favorisce il coinvolgimento emotivo del pubblico e un atteggiamento empatico nei confronti delle tematiche affrontate.
Offre al pubblico opportunità per attualizzare il tema della violazione, rispetto, tutela dei diritti umani fondamentali e riflettere sui pregiudizi relativi alle diversità.
Si segnala che l’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Club UNESCO di Treviglio “Il Caravaggio” che si aggiunge al patrocinio di “Officina memoria- Un treno per Auschwitz” di Brescia e al diploma di merito da parte della Commissione Scuola “Dolores Abbiati” dell’A.N.P.I . provinciale di Brescia.

Performance teatrale UOMINI IGNUDI (testi di Claudia Piccinelli)

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Guerra Shoah Resistenza

da UOMINI   IGNUDI

 (testi di Claudia Piccinelli  rielaborazione drammaturgica di Alberto Ciarafoni)

 

(25)Re-                                    Di tutte le razze, la nostra, l’ariana, è la più creativa, la più valente. Pura, tanto da esigere da se stessa un alto valore morale e… capace di autocontrollo. La nostra razza è l’unica, cui spetti di dominare il mondo.

(26)q. Tutti-    l’unica

(27)Re-                                    Ma… c’è una malattia che sottrae alla razza pura le energie necessarie per la sua lotta alla supremazia…

(28)Narratore-           Non ci voleva !  

Dopo la Liberazione: treni della solidarietà in viaggio dal sud al nord dell' Italia

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Guerra Shoah Resistenza

L’iniziativa parte da Teresa Noce, subito dopo la Liberazione del 1945, con i treni della solidarietà  carichi di bambini, in viaggio dal sud al nord, in un’ Italia ancora divisa e distrutta dalla guerra.Classe 1900, di povere origini torinesi, Teresa studia da autodidatta.  Operaia tessile, sarà antifascista e partigiana. Estella,  suo nome di battaglia, subisce la deportazione nel lager femminile di Ravensbruck  come prigioniera politica e nel campo cecoslovacco di  Holleischen. Liberata dai partigiani polacchi alla fine della guerra, rientra a Milano.

Donna dinamica, ottimista, sensibile, altruista non perde tempo. Dà vita a un’iniziativa di aiuto solidale per offrire sollievo e cura ai bambini milanesi orfani o molto poveri.  Rivolge l’appello   alle famiglie di campagna nei  tanti piccoli e grandi comuni, dalla provincia di Ravenna a quella di Modena.  Importante è superare almeno due inverni, poi i bambini sarebbero ritornati alle loro case. Sarebbe stato un lavoro di donne, tuttavia  troverà il modo di mettere all’opera anche  uomini. E nel suo piccolo ufficio “della stufa rossa”, per via di una stufa a legna di terracotta, ecco le donne al lavoro.La risposta è immediata.  Grande l’impulso anche da parte dell’ Unione donne italiane (UDI). Così, dopo Milano, toccherà ai bambini di Torino.

Dopo la Liberazione, a Sciesopoli Selvino ospitalità e accoglienza per molti bambini ebrei sopravvissuti alla Shoah

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Guerra Shoah Resistenza

Un'altra bella pagina di memoria e solidarietà.

A poca distanza da Bergamo, su un altopiano spartiacque tra la val Seriana e la val Brembana, sorge Selvino con la sua  “Sciesopoli”. Oggi, è una vecchia costruzione in stato di abbandono. Una cancellata di ferro chiusa,  l’ imponente gradinata, la facciata scrostata, le finestrelle con i vetri rotti  e uno spiazzo ricoperto da erba e cespugli incolti.

Dal diario testimonianza di Margarete Thüring: Ravensbrück

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Guerra Shoah Resistenza

Margarete Thüring Buber Neumann, prigioniera in un campo sovietico nel Kazakistan e nel campo di Ravensbrück.

 Margarete Thüring, originaria di Potsdam, un centro della prussianità tedesca, conoscerà la tragedia   della prigionia.  Nel 1939, è internata in un campo sovietico situato nella regione di steppe isolata e remota del Karaguanda, nel Kazakistan , con l’accusa di essere una trockijsta.  Dal 1940, con l’alleanza tra Hitler e Stalin, molti prigionieri politici tedeschi, imprigionati nei campi sovietici, verranno consegnati alla Gestapo. Così Grete Thüring trascorrerà altri cinque anni nel campo di Ravensbrück. Aperto ufficialmente nei pressi della cittadina di Fürstenberg, a 80 km da Berlino, è un campo concentrazionario per sole donne e bambini: 132.00 le deportate, 92.00 morte. Ubicato in una conca, sul versante settentrionale, sopra  una montagnola di sabbia crescevano pini scheletriti. A sud, il terreno si inclinava in un pendio degradante in una palude, poi trasformata in terrapieno. Sopra vi sorsero delle baracche.

Rosa Genoni, creatrice di moda e contraria alla guerra

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Guerra Shoah Resistenza

 Dove sono finite le donne nel racconto della grande Storia? E durante la Prima guerra, qualcuno si è accorto di loro? Si ha l’impressione che siano rimaste invisibili. Poche righe anche nei manuali di Storia. Eppure con la Grande guerra le donne prendono il posto di mariti contadini, fratelli e figli  operai. Le fabbriche si riempiono di donne. Smettono di maneggiare pentolame e strofinacci, macchine da cucire e fabbricano armi. Non sarà così per Rosa Genoni, classe 1867, valtellinese, nata a Tirano, un bel borgo lombardo al crocevia tra centro e  sud Europa. Ma una terra  senza opportunità, soprattutto per le bambine di famiglie numerose.

Solo donne e bambini a Ravensbrück

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Guerra Shoah Resistenza

 Lidia Beccaria critica l’equazione resistenza uguale lotta armata, perché oscura ogni altra forma di opposizione al regime, a cominciare da quelle forme di resistenza attuate dalle donne nel Lager.  Ravensbrück. Significa “ponte dei corvi”. Città concentrazionaria  nazista per sole donne e bambini, ospitò il maggior numero di deportate politiche italiane.

Frida Malan, partigiana combattente nelle Valli Valdesi, poi assessora per vocazione

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Guerra Shoah Resistenza

Figlia di un pastore valdese e di una maestra elementare, Frida Malan, classe 1917, è partigiana combattente nelle Valli Valdesi durante la Resistenza. Sorella di due comandanti partigiani, come è successo ad altre donne, ha difficoltà ad essere riconosciuta dagli stessi partigiani. Difficile dar credito a una donna nell’ambiente contadino montanaro patriarcale delle valli. I due fratelli non si fidano,  per la paura che si potesse lasciar scappare qualche segreto.

1945. Per le donne deportate, fu vera Liberazione?

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Guerra Shoah Resistenza

Se vogliamo davvero rendere giustizia a queste donne, a tutte le donne, non basta la memoria storica. E’ fondamentale rivolgersi alle nuove  generazioni per favorire una presa di coscienza delle continue forme di violenza anche “simbolica” esercitate sulla donna.
26 Aprile 1945, sera. “Così si lascia Ravensbruck, così si varca il cancello di questa prigione maledetta ma cantando, nonostante la pioggia, nonostante il freddo, il fuoco e le guardie, cantando le canzoni preparate in un lontano giorno dell’estate passata per ben altra partenza”.