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Presentazione

Piccole narrazioni, piccole storie di donne comuni. Storie minori. La vita nelle sue manifestazioni quotidiane fatta di piccole cose, forse per alcuni, insignificanti. Realtà vissute. Esperienze individuali, circoscritte a una realtà anch’essa minore, periferica.

Narrazioni individuali ricostruite attraverso la memoria, oltre la quotidianità per esprimere una condizione in cui altre donne comuni, di altre realtà periferiche, si possono riconoscere, seppur nella diversità di luoghi e situazioni.

Un agire ordinario  di piccoli gesti, una forma di resilienza intesa come capacità di far fronte e superare le avversità, per restituire significato alla propria esistenza e dare senso e autenticità all’esistenza dell’ altro. 

Link:  Memoria collettiva clarense - Donne che migrano per lavoro
Video: Donne che migrano per lavoro

La pubblicazione accoglie opere pittoriche, manufatti,  sculture, installazioni che meglio interpretano il percorso tematico, originale e inedito, che intende ri-scoprire la peculiarità del femminile. Cinque le sezioni:

I Sezione: Come la Terra, l’Acqua, l’Aria, il Fuoco;
II Sezione:  I Misteri primordiali di trasformazione;
III Sezione: Il Corpo;
IV Sezione Consapevolezza;
V Sezione: Vita Creativa.

Un’ opera unica nel suo genere  per promuovere una cultura orientata a rivalutare la donna in quanto persona, apportatrice di valore e dignità.

Link: Con occhi femminili
Video: Con occhi femminili

Giovanna Frisoli Amerigo Sallusti, Sinfonia al femminile

Scritto da Claudia Piccinelli. Postato in Non categorizzato

Donne/
Un bagaglio di coraggio, dignità, ideali

Nella sua puntuale prefazione al saggio Sinfonia al femminile. Donne tra lotta e impegno civile (di Giovanna Frisoli, Amerigo Sallusti, Edizioni Le Piccole Pagine, Piacenza, 2016, pp.118, € 10,00) Alessandro Portelli sottolinea che non si tratta di un “contributo delle donne” alle lotte di liberazione. Le donne non sono un'aggiunta a un lavoro separato e preparato da altri. Invece, le loro conquiste sono necessarie a tutti gli individui, poiché esprimono le ragioni ultime per le quali vale la pena lottare.
La bellezza come fine stesso della battaglia, la ragione stessa della rivoluzione rappresenta il filo conduttore dei contributi su Ada Prospero Gobetti, Mother Jones, le donne libertarie nel ghetto di Varsavia, Emma Goldman.
Per Ada Prospero Gobetti, in prima fila nella IV divisione Giustizia e Libertà come partigiana combattente, la bellezza diventa uno strumento di lotta. Uniti agli ideali di giustizia sociale e libertà, alla base della solidarietà, anche la passione per il canto, la danza, e la lettura . La sua vocazione narrativa avrà fasi alterne, influenzate dagli eventi storico politici. L' attenzione è rivolta ai bambini. Già nel 1940 esce il suo libro più conosciuto, “La storia del gallo Sebastiano”, firmato con lo pseudonimo di Margutte. Ai piccoli lettori offre spunti di riflessione sulla società per contrastare i conformismi, il livellamento generato dalla dittatura, ma insiste pure sui temi della diversità, l'amicizia, la solidarietà.


Nel “Diario partigiano” dimostra altresì una grande attenzione al rapporto genitoriale con il figlio Paolo, convinto partigiano. A pochi giorni dalla nascita del figlio, annoterà: “Ma una cosa è certa: che noi sapremo rispettare la tua personalità, la tua formazione. Tu sarai ciò che vorrai e potrai essere”. Nel dopoguerra fonderà la rivista “Il giornale del genitore”. E nelle parole di chiusura del primo numero: “Il genitore ideale insegnerà accanto ai valori di rispetto della giusta obbedienza, anche quelli della ribellione e della disobbedienza”. Inoltre, si batterà per tradurre nel concreto molti aspetti dell'elaborazione resistenziale, in primis una scuola laica per tutti. Perché una società nuova necessita di una scuola nuova.

Anche Mary Harris Jones, conosciuta come Mother Jones, la mamma di tutti i lavoratori, intraprende la via della bellezza nelle rivendicazioni sociali, con la pratica dell'orazione cantata: canzoni di protesta per raccontare storie di lotta.
Come nel 1912, contro una legge che stabiliva il non pagamento delle ore non effettuate, dopo aver ridotto le ore settimanali di lavoro per le donne e i bambini da 56 a 54, nello stato del Massachusett guiderà anche lo sciopero del pane e delle rose.”Bread and rose” titolerà una ballata, l'inno delle operaie tessili di Lawrence.
Diventata una delle dirigenti dell' IWW -movimento fondato nel 1905 a Chicago legato a socialisti e anarchici- a Greensburg in Pennsylvania, orchestrerà una lotta dura e non violenta per la libertà di parola.
Il giorno in cui i minatori, in sciopero per ottenere salari più alti, si fossero recati in tribunale per difendersi dalle accuse, le mogli avrebbero portato con sé i propri figli. Condannate proprio per le urla dei bambini e gli strilli dei neonati, appena rinchiuse in prigione, Mother Jones: “Cantate tutta la notte. Dormite di giorno e cantate la notte. Dite che cantate per i bambini”. Dopo cinque giorni verranno scarcerate. L'IWW otterrà così la sua vittoria.
Nel 1903, da Filadelfia alla casa di villeggiatura del presidente Roosevelt, sulle rive del mare a Oyster Bay, la marcia dei bambini schiavi - oltre 10.000 minori sfruttati nelle industrie tessili dello stato - accompagnati da tamburi e piffero e da striscioni con la scritta :”Vogliamo tempo per giocare” conseguirà un traguardo. Dopo uno sciopero, la Pennsylvania varerà una legge contro il lavoro minorile, per innalzare a 14 anni l'età minima d'ingresso in fabbrica.

I bambini rappresentano le prime vittime anche nel ghetto di Varsavia. Una testimonianza nel componimento poetico “Il piccolo contrabbandiere”, scritto da Henrika Lazowert, uccisa a Treblinka, a trentadue anni, con la massiccia deportazione di 300.000 ebrei, nel 1942. Istituito con decreto del 12 ottobre 1940, rappresenta il più grande ghetto realizzato sul territorio polacco, in un quartiere di circa 4 chilometri quadrati. Nel tempo, saranno rinchiusi oltre 70.000 deportati ebrei.
Reti sociali clandestine, coordinate dall' associazione ebraica di protezione sociale (Ztos) rappresentano forme di Resistenza. Le donne organizzano corsi di giardinaggio, coltivazione delle verdure nell'orto, cucine collettive. Attraverso la Yidisher Arbeter Froy (Yaf), affrontano tematiche sull'educazione dei figli, la sessualità, la violenza, le discriminazioni subite ogni giorno.
Ma nel ghetto si attua altresì una Resistenza all'insegna del bene comune fatta di bellezza: dalla musica, alla poesia, al teatro, espressioni artistiche seguite da centinaia di persone ogni sera, in luoghi sicuri. Tra le militanti attive, l'attrice Pola Lipszyc e la ballerina Mania Katz. Intrattengono bambini e residenti con corsi di danza, atelier di pittura, scuole di disegno, fino a trasformare i caseggiati in vere case di cultura.
Anche per Emma Goldman, si può fare politica amando l'arte e la bellezza. Dirà: “Una rivoluzione che mi impedisca di ballare non è la mia rivoluzione”.
La bellezza del viaggio verso la libertà è retta dalla forza sovversiva della parola. La prima oratrice del movimento anarchico tedesco in America scopre la sua capacità oratoria persuasiva. A New York in occasione dei festeggiamenti del 1° Maggio 1891, agli anarchici è vietato montare il loro palco. Emma comincia il suo discorso issata su un carretto, procede trascinando con sé la folla. I giornali, in prima pagina: “Una giovane donna in piedi sopra un carro, agitando la bandiera rossa, ha esortato alla Rivoluzione”.
Qualche tempo dopo, un suo discorso in Union Square le costerà un anno di detenzione nel penitenziario di Blackwell Island, per aver incitato le masse a rubare: “Andate dunque a manifestare davanti alle dimore dei ricchi. Chiedete lavoro, e se non ve ne danno, chiedete pane. Ma, se ve li negano entrambi, il pane prendetevelo. È un vostro sacro diritto”.
La forza della parola, l' impegno antimilitarista, l'attività di propaganda per il diritto dei lavoratori di organizzarsi, per il controllo delle nascite, la libertà sessuale, di parola e di stampa faranno di Emma Goldman l'emblema del pericolo imminente.
Intanto, le persecuzioni si intensificano, riunioni sciolte con la forza, molti arresti. A New York, assaltata la redazione del periodico anarchico “Freie Arbeiter Stimme”, l'interno bruciato e distrutto.
Con il nome di signorina Smith, istituisce una Lega permanente per il diritto alla parola. Allo scoppio della prima guerra mondiale, incita i giovani a disertare. Insieme a Sasha, Alexandre Berkman, organizza una Lega anticoscrizione. Frutterà ad entrambi un arresto e una condanna, causa dell'espulsione dagli Stati Uniti.
Nel giugno del 1917, nell' East Side, davanti ad una folla di donne e lavoratori, contesterà la legittimità delle leggi che autorizzavano l'espulsione di stranieri e oppositori. Verrà incarcerata con l'accusa di cospirazione e sovversione dell'ordine pubblico, e di trasformare degli umili ignoranti in una folla di ribelli. Dopo il rilascio, privata della cittadinanza e deportata come straniera, sarà imbarcata su una nave diretta verso la Russia rivoluzionaria.

Donne combattive che hanno creduto nella forza sovversiva della parola e dell'azione. Sostenute, nei loro viaggi di lotta, da un bagaglio fedele carico di coraggio, dignità, ideali, e di una tenace passione per la giustizia.

Claudia Piccinelli

vedi link: Rassegna libertaria